12 luglio •Flow• Florence Walker

12 Luglio 2020 in FlorenceWalkerLifestyle

CHI FA PULSARE IL CENTRO DI FIRENZE?


È  negli occhi di tutti l’immagine di una città vuota, desolata, narrata con cromie che enfatizzano una ferita orribile: l’assenza di turisti.

Quando siamo arrivati ad avere un spazio abitativo così dipendente da chi è solo di transito? Da quando il ritmo cardiaco di una città si è mortalmente legato alla danza dei trolley?

Firenze vuota, anzi il centro di questa, abbandonato, è il manifesto di qualcosa di sbagliato. Dagli albori dell’evoluzione delle città il cuore di queste è stato progettato, pensato, voluto, come il fulcro della vita cittadina, attraversabile da forestieri ma non vincolate a questi, un’eccezione la fanno, forse, le città portuali.

Piacevolmente coccolati dalle lenti fotografiche, dalle parole di lusinga dei vari travel blogger, dalla sovrabbondanza di presenza social, lentamente la gestione della città si è distratta, dimenticandosi di chi, a forza di accogliere e offrire posti letto si ritrova, ora, a vivere in periferia, perché ritenuta più accessibile per prezzi e servizi. Un paradosso che grazie a questo particolare momento storico ha svelato i suoi lineamenti e limiti.

Mi sono chiesta quale sia il nuovo ritmo del cuore di Firenze senza quel calpestio denso di sguardi vuoti e ho trascinato il compare in una nuova avventura tra foto, video cercando quella sterpaglia, che attraversa il cemento inneggiando alla vita, costituita dagli artisti e le botteghe.

Persone che pur sentendo le ferite di un’entrata economica limitata vivono per altro, per una passione che li guida e per certi versi li nutre, nell’indifferenza di chi attende il ritorno dei turisti, dei loro soldi.

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