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Si prospettano due giornate di formazione veramente interessanti, quindi senza nessun timore affronto il viaggio verso Pordenone, che non pensavo fosse così a nord!

in attesa del treno

Arrivo a Pordenone e mi è chiaro che devo assolutamente farmi una passeggiata rilassante per conoscere le distanze ed evitare di arrivare tardi a lezione. Ah l’ansia!

Su airbnb trovo il giaciglio temporaneo, una stanza singola perfetta con bagno dedicato! Il trombone nel salotto e la presenza di libri ovunque mi fanno capire con un colpo d’occhio che ho fatto la scelta giusta! 

Controllo di avere tutto il necessario per affrontare le seguenti giornate e mi perdo un poco nei dettagli della mia stanza

fantastico

La chiave per comprendere lo spirito di una città è costituta da due elementi: i percorsi, gli scrigni!

dove perdersi…

Storyboard da manuale!

Una splendida collezione di maternità divina. Osservando queste sculture immagino la devozione e la fame che ha guidato artisti artigiani nell’esternare nel miglior modo possibile un omaggio al mondo celeste.

Di stanza in stanza, da meraviglia a meraviglia, scendendo nel dettaglio… e non.

Ed ecco una serie di ritratti di un tempo in cui si aveva cura della propria immagine, in questo caso, in modo estremamente sincero.

Palazzo Ricchieri è uno scrigno incredibile, percorrere Pordenone senza cogliere la bellezza delle radici estetiche di questa terra sarebbe stato in vero peccato. Qui potete trovare un video realizzato dal Comune –> CLICK <– presentato come “Una suggestiva carrellata tra le opere esposte…”. Non mi resta che cercare un luogo per cenare. Domani ci sarà la prima giornata del workshop che son venuta a frequentare.

Non sapevo cosa aspettarmi da questa avventura, mi muovevo con l’unica certezza della qualità del docente, la sua prepazione e passione per l’insegnamento le avevo già incontrate a Roma.


La prima giornata è andata!

Sono ospite di Elisabetta e Carlo che mi fanno presente l’inaugurazione di una mostra fotografica. Mi ritrovo davanti alla Galleria Herry Bertoia, a fine lezione, vedo le persone entrare e combattendo con la mia allergia per questo tipo di eventi, decido di entrare. Scelta non fu mai più felice.

Premetto che detesto chi non ha il rispetto per il tempo altrui e appiccica dei ricordi decorati da parole in un turbinio di ego e citazioni pretendendo di essere accolto come un contributo culturale degno di nota in un’agenda, qualsiasi, o di un like.

Finalmente a 35 anni mi ritrovo in quella che io ho sempre preteso di ritrovare come “mostra fotografica”.

Non posso che perdermi tra le fotografie di Danilo De Marco.


Percorro questa splendida galleria senza interagire con alcuna persona, eppure interagirsco con tutti. Mi diverto a cogliere questo dialogo di chi si lascia affascinare da chi è stato ritratto con grande amore. Decido di acquistare il catalogo della mostra, vista la mole, opto per l’acquisto online, attendendo poi con molto piacere il suo arrivo.

Una mostra splendida in cui si espone un’anima che comunica, per necessità.

Rientro con la consapevolezza di aver imparato molto anche oggi. Non resta che risvegliarsi per affrontare l’ultima parte del workshop.

Siamo in tanti e concentrati, andare a prendere dell’acqua in bagno è un’ottima scusa per fare uno scatto senza violare la privacy.

Cosa abbiamo fatto con Riccardo Falcinelli? Questo!

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