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L’idea di incontrare persone competenti, capaci e amanti dell’insegnamento di qualcosa che potenzi la mia capacità di leggere il presente, mi fa alzare il culo dal divano.

Ed ecco che mi ritrovo a Roma, nella città della splendida Tiziana, per due giornate con Riccardo Falcinelli.

È il mio terzo incontro con questo docente da cui si impara tanto per armarsi e affrontare con serenità il secolo del visivo, quello che stiamo attraversando, respirando lentamente senza farsi prendere dall’ansia dei like.

In copertina: pasto frugale espositivo, in tutta la sua pacata tristezza.

Come da prassi arrivo leggermente in anticipo, il tempo di osservare il contesto dall’esterno.

Come sempre le lezioni di Riccardo sono interessanti, coinvolgenti, con un continuo offrire spunti di riflessione che si ripercuotono su come osservo e su cosa voglio cogliere con la mia macchina fotografica.

 

La prima giornata si è conclusa, è tale l’entusiasmo che chiamo subito il compare per raccontargli la giornata e mentre tento di tornare da Tiziana a piedi, mi rendo conto di vedere uno scorcio di Roma che non avevo mai visto prima.

Bellissimo. Sto sbagliando strada!

Mentre attraverso leteralmente Roma, mi chiedo quando sia il momento migliore da scattare, aspettare che la luce definisca la figura umana o cogliere l’istante prima, cercando una sorta di istante “pre”. Praticamente un mega tunnel diventa un bellissimo laboratorio, puzza inclusa, bellissima.

Direzionandomi verso Tiziana che mi attende con una calda cioccolata, vedo in un angolo un blocco di marmo aggrappato ad un albero, entrambi in un rapporto di recipra solidarietà condividendo l’intimo pensiero che nella mia testa risuona così “come cazzo possono aver pensato a una cosa del genere!”

Sorridendo della mia ignoranza mi volto e la mia attenzione viene rapita da questo legame, tra prodotto e umano.

Seconda e ultima giornata.

Direzione  Palazzo delle Esposizioni e questa volta via bus, c’è una luce bellissima, è presto e con un punto di vista di qualche cm in più in altezza scatto, attendendo. Uno scatto a via, più o meno.

Anche in questa occasione Falcinelli non si è smentito, ottimo docente e due giornate dense sull’uso delle immagini.

Riprendo il mio treno verso Firenze con l’entusiasmo di chi non vede l’ora di raccontare cosa ha imparato al compagno di merende.