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Ultimamente non si fa altro che parlare di Marie Kondo, complice il suo speciale su Netflix. Di lei non sapevo nulla, se non un accenno sul suo manuale da parte di Giorgio Amitrano, nel suo piccolo gioiello Iro Iro, nel capitolo La Felicità.

Ikigai, è stato il termine in voga negli ultimi mesi del 2018, più successo ha avuto il kintsugi ( o kintsukuroi) probabilmente sulla scia della parola resilienza che tanto è piaciuta per far percepire la nostra “sensibilità” all’interno dei contenitori social, e probabilmente perché una ciotolina con delle “pennellate” d’oro coccola la nostra idea d’Oriente.

Quindi reduci dal 2018 di manuali di vita provenienti dal Giappone, ora il 2019 inizia con l’incontro con Marie Kondo.

Nel capitolo La Felicità, Amitrano mette in luce un aspetto importantissimo della società nipponica: “…c’è un equivoco di base che nasce dal confondere la felicità con la soddisfazione che deriva da una organizzazione efficente della vita sociale. Felicità e soddisfazione viaggiano su binari diversi…”

Marie Kondo, sociologa, nel 2011 pubblica il suo primo manuale, il quale reduce da un grande successo arriva in italiano dopo qualche anno ed ora la si può incrociare tra le proposte di Netflix.

Chi ha affrontato almeno un paio di traslochi in pochi anni è consapevole dell’importanza di scegliere quali siano i veri frammenti della propria storia e cosa sia invece un intralcio di puro valore commerciale. Si è soddisfatti quando si riesce a selezionare cosa vale la pena portare con sè, non felici.

Quindi il successo di Marie Kondo lo posiziono nel catalogo “cose che ti insegnano a fare estranei perché non avevi un buon esempio tra i piedi, da piccolo”.
In assenza di una persona che fin dall’infanzia ci spieghi, anzi, ci mostri, come si può star bene in una determinata situazione, da adulti ci troviamo avvolti da manuali e tutorial. Sono un vero tesoro economico per chi li progetta e li realizza.

Marie Kondo, basandosi sui suoi studi, avrà notato che da cittadini siamo diventati consumatori, quindi abbiamo intasato le nostre abitazioni di inutilità occupando lo spazio intorno a noi con sciocchezze connesse a pubblicità, raccolta punti; donna illuminata ha unito questo con “la fame” di nipposità che sta avvolgendo l’occidente ed ecco il prodotto perfetto: l’essenziale nipponico a casa vostra! O almeno l’idea.

Quindi nella mia testa da un lato ci sono tutti questi pensieri ai quali unisco i seguenti.

Ho la fortuna di passare qualche giorno all’anno in Giappone, nonostante la mia paura di volare, e specialmente negli ultimi anni, ho avuto modo di visitare zone completamente diverse, dalla splendida Tokyo, dove mi sento a casa, alla deliziosa Onomichi, dove vivrei.
Grazie ad Airbnb, è possibile trovare ospitalità in ambienti familiari in cui si può osservare qualche istante di quotidianità.

Sappiamo tutti che il Giappone è posizionato sulla cintura di fuoco, quindi ha un rapporto intenso con i terremoti. Osservate ora ciò che vi circonda ed immaginate il tutto in un’area con continue sollecitazioni, dovreste spendere un patrimonio per “bloccare” tutto ed evitare che vi cada in testa un quadro, una foto, una bomboniera… o un libro.

Se viveste in un paese dove è normale il mercato dell’usato, dove rivendere un libro che non vi serve più vi permette di acquistarne altri, e questo valesse anche per dvd e cd, sì anche per loro, quanto di quello che avete intorno terreste con voi, strettamente?

Fareste fatica a pensare cosa vi renderebbe felici nella vostra vita e cosa invece vi soddisfa col solo suo possesso? Probabilmente pensereste a cosa vale la pena affittare… senza un impegno eterno.

Posizionata Marie Kondo in un determinato luogo, con caratteristiche specifiche, in un contesto che ha vissuto un boom economico, mi viene da sorridere nel vedere così tanti adepti dietro la sua filosofia che non è altro che il risultato dei suoi studi miscelati al buon senso.

Sinceramente trovo la storia dei 30 libri perfetta per chi vive in un piccolo appartamento di Tokyo, e devo dire che ho visto dei barboni sotto un ponte, ordinatissimi, circondati da centinaia di libri, tra le sue strade.

Siete liberissimi di avere i libri che volete, siete liberissimi di non averne… ma non fate un caso di una persona che evita ai suoi conterranei il fastidio di rimettere i libri in ordine a causa di un terremoto. Trenta libri li riposizioni in pochi istanti.

Comunque se avete delle cose che non usate, degli abiti che non indosserete più, donarli non può che farvi del bene a prescindere dallo spazio che riguadagnate.

Nell’ultimo trasloco ho deciso di suddivedere i libri in base a tematiche ben precise e li ho donati ad amici, pensando di arricchire la libreria personale di ognuno di loro.

La mia libreria continua serenamente ad essere costituita da numero di volumi scandoloso per chi si affida alla Kondo e sono felice quando il mio sguardo percorre le loro costole rimandandomi spunti di riflessione che mi aiutano a leggere il presente.

Qualcosina sui miei viaggi in Giappone con il compagno di merende –> Bedarumica in Giappone

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