Internet non morde! Forse. Hai già un sito o ti basta facebook?

Negli ultimi anni, da quando sono sbocciati i social netword, anzi da quando è nato facebook – dai chi si ricorda di myspace? – diverse persone si sono riversate nei sui flussi. Tutte alimentano questa azienda che vive di pubblicità, in cambio di un luogo dove scambiarsi opinioni in modo decente e non.

Per molte persone è diventato il luogo dove sfogarsi e condividere tanti dati della propria vita privata, da recare, a volte, un leggero imbarazzo in chi si ritrova davanti al monitor.

Foto di minori, ritratti fotografici delicatamente pornoartistici difesi dal vessillo della libertà individuale, narrazioni di fatti senza pensare che qualcuno potrebbe sapere come sono realmente le cose, tutto buttato dentro questo contenitore, per anni, giorno dopo giorno, come dei bravi dipendenti che devono nutrire il sistema genialmente concepito per rivendere pubblicità facendo sentire ogni utente creativo, propositivo, utile al prossimo. Sagace.

La genialità di questa macchina commerciale la percepisci quando piccole realtà, artigiani, negozi, bar, sentono che basta la presenza in questa bolla, enorme, potente. Sono lì, alcuni si fanno bastare il sistema del profilo, altre hanno la pagina, le più strutture hanno il gruppo rafforzano il loro rapporto con la clientela.

Poi giunse la pandemia!

Bisogna andare in rete.

Si pubblicano foto su facebook ma arriva la doccia fredda, si scopre che il cliente abituale non va più in quel social. Il contesto non è poi così piacevole, quindi il cliente preferisce starne lontano, fino ad arrivare in alcuni casi a sospendere il proprio profilo, in attesa che tutti gli esperti di medicia, economia, si stanchino e riprendano il loro lavoro in bottega.

Cosa bisogna fare allora?

Semplice! Bisogna costruirsi una casa, propria, in cui riconoscersi e che possa permettere al caro cliente abituale di ritrovare l’atmosfera che voi avete sviluppato e non solo, che gli faccia piacere condividere con gli amici attraverso un sano click.

Ora le offerte sono tantissime, quindi si può scegliere, in base alla propria disponibilità economiche, a chi affidarsi, anche se la fortuna gioca un ruolo importante, se non potete contare su un sano un passaparola.

Ci vuole culo!

Nel mio lavoro mi trovo sempre a dover metter mano in quello altrui, e quando posso, evito di chiedere il costo affrontato, perché lo trovo poco elegante, ma questo non toglie il fatto che più cose sistemo, più mi incazzo, più la curiosità salga.

Internet non morde!

Purtroppo chi ci lavora però ha molta fame, e più siete disarmati più è facile che vi ritroviate con una presenza online che non vi rispecchia, o peggio, che ricordi troppo chi vi fa concorrenza.

 


Quando iniziai a scrivere questo post, circa due settimane fa, prima di un’ondata di richieste, ero molto arrabbiata, avrei sicuramente sfogato un’incazzatura epocale tra queste righe, ma poi le telefonate con chi deve affrontare questo nuovo mondo, tra paure e costi, mi ha riportato con i piedi per terra.

La concorrenza c’è sempre stata, è umana, ma questa senza l’etica,  per me, è solo merda secca da scrostare dai sogni di chi crede in quello che fa.

Potete spendere dai 50 ai 5000 euro, è un vostro diritto scegliere a chi affidarvi, ma ricordatevi che più alta è la cifra maggiore deve essere la responsabilità e il rispetto per voi, per il vostro lavoro. Tenete bene a mente che non state comprando una persona, ma pagate un servizio.

Potete scegliere di far crescere un giovane alle prime armi, un amico che si sta reinventando, aspettandovi il giusto in base a quello che pagate, quando però vi affidate a dei professionisti ricordatevi che per la legge vostro è il sito, vostri devono essere i dati di accesso, e dovete assolutamente trovare il tempo di scoprire il prezzo dei servizi.

Come fate ricerca tra i vari fornitori dei prodotti che vendete nelle vostre botteghe, delle materie prime, così dovete combattere la vostra pigrizia in ambito digitale e scoprire quanto costa un dominio, un tema su wordpress, il costo medio di un certo tipo di lavoro… poi potrete scegliere se investire 3000 euro o 300. Scegliendo fino a che livello volete delegare o quanto volete che il vostro sito sia personalizzato e vi rappresenti al meglio, perchè alla fine è questo che pagate: il vostro abito digitale su misura.

Per la cronaca facebook non vuole che voi usciate fuori dalla sua bolla e sta per regalarvi un bellissimo servizio di vendita online, tutto dentro il suo avvolgente mondo virtuale. Preparatevi.

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ruth miriam carmeli

Sono Ruth Miriam Carmeli, fotografa, grafica web e social media tutor, in breve mi occupo di comunicazione visiva.

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