Nicoletta Bonarelli | Arte, memoria e ricerca nel Novecento marchigiano
Oggi, in Palazzo Pianetti, in occasione dell’ultimo appuntamento de L’Inverno del Contemporaneo, è stato finalmente presentato il libro dedicato a Nicoletta Bonarelli: Nicoletta Bonarelli dal vero all’anima – Vita e opere di una pittrice del Novecento.
Un’avventura iniziata per me la prima domenica di giugno del 2025, quando ho scoperto che esiste Subiaco e che è un luogo molto lontano da Jesi. Una distanza che Michele ha reso affrontabile con la sua guida sportiva.
- Nel nulla verso Subiaco cercando qualcosa per il motore
- Il qualcosa per il motore
- La speranza che spunta ovunque, nonostante la velocità di crociera
Michele Servadio è un ex legale che ha deciso di seguire la sua passione per l’arte, e oggi è uno storico ricercatore impegnato a riscoprire le figure artistiche delle Marche che hanno impreziosito il patrimonio del visivo durante la loro vita, ma che per varie circostanze sono giunte a noi celate dall’oblio e dall’indifferenza.
Questo destino sarebbe toccato anche a Nicoletta se non fosse capitata tra gli studi di Michele che, incuriosito dalla sua figura, ha iniziato a indagare. Incuriosito anche dal fatto che, prima della Seconda guerra mondiale, in alcune regioni ristretti gruppi di artiste erano riusciti a ritagliarsi ruoli di rilievo, per poi scomparire nel periodo della ricostruzione, a differenza dei collettivi costituiti da artisti uomini.
Nello sfogliare i cataloghi di quel tempo, Michele rimane colpito in particolare da Nicoletta Bonarelli: in primis perché questo cognome lo lega alla sua città natale, Ancona, essendo molto comune, e poi per il suo stile.
Questa ricerca lo impegna per ben due anni, un periodo che lo porta a conoscere il custode delle opere di Nicoletta, il nipote Franco. Nato con una spiccata sensibilità artistica, Franco comprende il valore delle opere della zia e le tutela, le protegge, attendendo, come se fosse sicuro, che un giorno sarebbe arrivato Michele.
Ho modo di passare poco tempo con Franco, ma sufficiente a leggere nei suoi occhi l’emozione nel vedere realizzarsi un progetto che desiderava. In questa avventura non è solo: c’è anche Angiolina, sua moglie, venuta a mancare un anno fa.
Entrambi si sono presi cura della produzione artistica di Nicoletta con dedizione.
- Franco Galli – nipote di Nicoletta Bonarelli
- Michele Servadio – ricercatore storico
Scegliere quali opere fotografare per Michele è un’impresa che richiede grande attenzione, con l’intento di restituire all’artista una solida presenza storica. Ed ecco che il mio lavoro si fa utile e mi sento fortunata di essere capitata, per caso, rientrata da poco a vivere nelle Marche, in questa avventura.
Michele aveva bisogno di un fotografo di riproduzione artistica per supportare il suo lavoro con immagini che rispecchiassero le opere d’arte nel modo più fedele possibile. Avendo questa competenza, accettato il preventivo, è iniziata una bellissima collaborazione che mi ha portato da Subiaco alla Biblioteca Comunale di Porto San Giorgio, ad Ancona e lungo vicoli insidiosi, fino a raggiungere un casolare per fotografare un’opera presente in una collezione privata.
Scoprire le opere di Nicoletta Bonarelli è stata una di quelle avventure che non vorresti finisse mai.
Ogni sua opera cela un mondo e restituisce quanto fosse in ascolto del suo presente. Non dipingeva pensando al mercato, ma come esigenza personale. Leggendo la sua storia si scopre il lato umano, incredibile, di questa donna, madre e sempre artista.
Quando ormai penso che non dovrò più fotografare un’opera di questa artista, arriva una telefonata di Michele che mi chiede la disponibilità di fotografarne altre tre. Ed è tra queste che incontro finalmente quella che più di tutte mi colpisce.
Un’opera del 1986, quando avevo quattro anni, in cui mi ritrovo: una figura che legge sotto una lampada curva. Una lampada simile a quella che in questo momento mi illumina, appoggiata a una barra di ferro ripiegata che mi fa da tavolino, mentre sorseggio Coca-Cola e raccolgo idee ed emozioni, dopo aver avuto tra le mani la mia copia del libro di Michele, con una dedica molto personale.
Guardo le mie fotografie e le vedo distanti.
Lavoro fatto.
Concluso.
Resta viva la conoscenza con Nicoletta e la voglia di sapere se chi possiede quel San Sebastiano del 1934 contatterà Michele e se entrerà a far parte del mio archivio fotografico.
Dove acquistare il libro: https://www.edizioniae.it/prodotto/nicoletta-bonarelli-dal-vero-allanima/










