Ogni infatuazione è un massaggio cardiaco
Ho il cuore che insiste per innamorarsi.
Fortunatamente il mio cervello fa una cernita e deposita l’attenzione su persone che non sono interessate, in modo tale che non si crei nessun tipo di incidente.
Ho un’indole sognatrice e, dopo un anno di allenamento cardiaco, sembra che questo muscolo involontario voglia spazio, voglia essere lasciato libero di vivere la sua natura di pazzoide spensierato, pronto a pulsare in modo vivace e violento.
Ripeto: fortuna il cervello, che mira in modo ottimale.
Devo dire che la sensazione di malinconia che vivo ogni volta che mi rendo conto che l’interesse nato è mal posto mi stringe il petto e vorrei piangere, perché mi sembra così ingiusto non poter amare chi vorrei.
Poi mi rendo conto che, forse, non ho ancora le capacità per vivere questo sentimento in modo maturo.
Spavento perché manifesto troppo, ma non ho la minima voglia di strategie e della sapiente arte del corteggiamento me ne sbatto.
Sono consapevole che potrebbero aspettarmi anni di solitudine, con un cuore che scalpita e una mente che tira il freno in dérapage, evitando dirupi mortali.
Mi piace questo miscuglio di emozioni.
Può sembrare una follia.
Ma quanto mi piace star bene e star male, in una sequenza di alti e bassi in cui alla fine mi ritrovo distesa, sola sul letto, con delle lacrime pronte a uscire?
Tanto.
Perché sento che finalmente sono viva.
Che sto attraversando questa vita respirando a pieni polmoni, senza compromessi e senza adeguare la mia persona a un modo di fare “per bene”.
Amo la vita.
Amo la mia vita.
Amo il casino che creo.
Soprattutto perché ho una cura per questa malinconia: scrivere.
Depositare ogni singola parola, lasciando andare la tristezza, per poi ritrovarmi nuovamente serena.
Ogni infatuazione è un massaggio cardiaco. Un modo per dirmi che mi interessa il mondo, che mi interessa vivere.
Non cedere al cinismo è la vera sfida.
Alle 2:09 una folata d’aria calda mi sorprende.
Oggi è stata una giornata densa.
Posso veramente scrivere tutto quello che mi passa per la mente?
Certo.
Ma mi rendo conto che alcune cose non le voglio ancora vedere scritte. Non per codardia, ma perché vorrei sbagliarmi.
Eppure una cosa continuo a pensarla: il mio disinteresse per l’estetica ha una ricaduta sull’interesse che le persone possono provare per me.
Non ho però alcuna voglia di modificare il mio modo di essere per questo.
Alla fine, l’unica cosa che sento di dover fare è portare il mio corpo verso uno stato ottimale di salute. Prendermene cura.
Il resto, in qualche modo, verrà di seguito.
Nota a margine
Credo che questo blog ora abbia bisogno di vivere come un reale diario di bordo.
Mi sono resa conto che le lunghe pause sono state legate anche all’esigenza di avere troppa cura di come apparire in rete. Ma se condivido molti dei miei pensieri sui social, che lentamente abbandonerò, tanto vale farlo direttamente a casa mia.
Quindi, da ora, ci saranno molte più note sentimentali, dichiarate, e non più celate tra le parole dei racconti brevi, che naturalmente non smetterò di scrivere.

