1839

Robert Cornelius
Philadelphia

chimico fotografo

primi 1900

Signora sconosciuta
Regno unito
Kodak Brownie

Mi piace pensare che sia una fotografa, probabilmente impegnata nella nascita del movimento delle suffragette, termine coniato dal Daily Mail Nel 1906.

1914

Anastasija Nikolaevna Romanova
Russia
kodak

“I took this picture of myself looking at the mirror. It was very hard as my hands were trembling.”

1920

Il primo USIE

Joe Byron, Pirie MacDonald, Colonel Marceau, Pop Core e Ben Falk realizzano il primo autoscatto di gruppo.

Joseph Byron, Self Portrait, 1909.

1970
POLAROID

Uno scatto, intimo, facile, da condividere o mettere in una vecchia scatola di scarpe

A 1975 self portrait by filmmaker Wim Wenders

2003
Sony Ericsson
z1010

L’inizio delle fine ^_^

Entra nel mercato il primo smartphone con telecamera frontale.

 
 

2014 Spagna

Prima morte per ricerca di selfie

2015 Russia

Selfie Safety Guide

2016 Italia

Selfie* – Le cose cambiano

2017
USA

Il selfie in bagno col record di like

*inizia un uso del termine SELFIE in modo errato per dare l’idea di innovativo, brillante, smart

Dando per scontato che l’educazione è la chiave per vivere bene ogni possibilità che ci viene offerta da questa falcata in avanti, chiamata progresso…

NASCITA

Le donne attraverso i selfie raccontano ogni aspetto del parto, le sue problematiche.

Non è tutto meraviglioso come l’adv vuol farci credere. 

VITA

#BringBackOurGirls
per le 200 ragazze scomparse in Nigeria.

#StrikeTheHike
Contro le privatizzazioni e l’aumento dei prezzi nelle Filippine.

#kahkaha
In Turchia le donne sorridono nei loro selfie contro il ministro che ritiene immorale tale azione.

MORTE

Shahak Shapira con il suo progetto “Basta selfie sui luoghi della Shoahevidenzia un rapporto deviato tra la documentazione del proprio esistere e la storia.

La reale realtà e il suo limite di non piacere.

«Il 32% delle ragazze adolescenti ha affermato che quando si sentivano male per il proprio corpo, Instagram le faceva sentire peggio» recitava una diapositiva dello studio top secret circolato negli uffici di Facebook.

D’ora in poi quindi i post sponsorizzati che mostrano pelle, corpi o visi alterati digitalmente dovranno essere contrassegnati con un’etichetta standardizzata progettata dal Ministero. Fair enough, ma non è finita qui: le violazioni porteranno a multe crescenti e in casi estremi, sempre secondo I-D, potrebbero comportare la reclusione.

I tuoi occhi per vedermi

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Essere utili anche come intrattenimento

Non essere energivori/e

Con la fotografia, la grafica e video mi prendo cura della presenza online di artigiani e artisti, guidandoli nel comprendere la potenziale della rete, in sicurezza.

Colgo e comunico la poesia del quotidiano.